>>  ULTIMI ARTICOLI   <<

Contributi al dibattito sul ruolo dei porti italiani

 

 

MADE IN ITALY: LE PROVE DELLA COLLABORAZIONE AL GENOCIDIO

Ricercatori indipendenti e palestinesi hanno pubblicato un importante rapporto che prova l’ampiezza della complicità italiana con Israele nelle violazioni del diritto umanitario e dei trattati internazionali ai danni della popolazione palestinese.

In particolare il rapporto individua

  • il ruolo di porti e aeroporti italiani come punti di partenza e di passaggio delle catene logistiche che sostengono il “lavoro sporco” (secondo la cruda espressione usata dal cancelliere tedesco Friedrich Merz) che sta svolgendo Israele, in guerra contro tutti i suoi vicini;

  • l’irrilevanza delle dichiarazioni del governo italiano sulla sospensione delle autorizzazioni all’export di armi e munizioni dall’Italia, dal momento che queste esportazioni sono continuate in violazione di leggi e trattati sotto diverse forme (proseguimento di ordinativi autorizzati prima del 7 ottobre 2023, false o ambigue dichiarazioni doganali, completa assenza di controlli sui transiti provenienti da paesi terzi);

Schermata 2025-12-09 alle 19.05.58

L’esempio dei portuali di Genova è contagioso

 

Boicottare Battaggion Spa

L’esempio dei portuali di Genova, dopo una pratica di azione diretta iniziata nel 2019 contro l’esportazione e il transito di materiali d’armamento verso l’Arabia Saudita coinvolta nella guerra in Yemen e continuata negli anni con coerenza fino ai blocchi verso Israele, con il tempo è diventato contagioso.

 

Il caso Invernizzi Presse Srl

Abbiamo ricevuto da Duccio Facchini, direttore di Altreconomia, la segnalazione di questo articolo. Lo riprendiamo e lo segnaliamo a nostra volta, dal momento che insieme ai compagni antimilitaristi di Lecco anche Weapon Watch ha contribuito a far conoscere il caso dell’azienda Invernizzi Presse Srl, con stabilimento a Pescate e sede legale a Lecco.



 

LE BASI

MILITARI

STRANIERE

IN ITALIA

Come contributo al dibattito in corso, pubblichiamo il testo completo dell’articolo di Carlo Tombola, Per una ricognizione sulle basi straniere in Italia, già parzialmente pubblicato dalla rivista «Gli Asini», nov.-dic. 2024, n° 117, pp. 3-8.

 

Esplosivi e munizioni, un’unica filiera

 

Pubblichiamo qui la seconda parte di una ricerca sulla filiera degli esplosivi.

È anche il primo contributo di una serie che abbiamo chiamato «Seguire la merce, ricostruire le catene logistiche». Crediamo che sia venuto il momento, infatti, di indicare con precisione come si strutturano le catene logistiche che si dedicano ad alimentare le guerre e a fornire armi e munizioni che servono a colpire soprattutto popolazioni civili e inermi. Si parte dai produttori dei componenti essenziali, si passa a individuare i luoghi in cui si fa l’assemblaggio finale e da cui la merce viene spedita verso il destinatario, si cercano gli intermediari, compresi spedizionieri e trasportatori e soprattutto gli operatori marittimi coinvolti, si ricostruiscono le rotte che fa la nave (o anche più di una nave, in caso di transhipment) fino al porto più prossimo alla destinazione finale.

Nelle recenti proteste contro la guerra, la supply chain globale delle munizioni e degli esplosivi è stata quella forse più efficacemente boicottata dal movimento, probabilmente per la semplice ragione che è resa più visibile dalle misure di sicurezza che il loro trasporto impone, qualsiasi ne sia la modalità.

È per questo che l’osservatorio the Weapon Watch ritiene utile un’analisi approfondita del settore produttivo degli esplosivi, che sta a monte o che è integrata alla produzione e distribuzione delle munizioni da guerra, una filiera in forte tensione per l’aumento della domanda causato dalle guerre in corso e principalmente da quella in Ucraina.

La RASSEGNA STAMPA è aggiornata al 5 aprile 2026. Vai ai nuovi contenuti pubblicati dai media

I post più recenti

Immagini della protesta sindacale svoltasi martedì 8 giugno a Genova, contro la chiusura della business unit Automazione di Leonardo. Nel suo messaggio di Pasqua, papa Francesco l’ha detto senza mezzi termini: “La pandemia è ancora in pieno corso; la crisi sociale...

E' ancora una volta l'analisi della logistica e del flusso delle merci a rendere trasparente quello che governi e imprese si affannano a nascondere. Attraverso i porti italiani ed europei le catene logistiche al servizio della guerra funzionano a pieno...

Genova, 14 maggio 2021 Alle Autorità Portuali e alle Capitanerie di Porto di Genova e Livorno, Alle Prefetture e alle Autorità doganali di Genova e Livorno. Comunicato stampa Oggetto: imbarco nei porti italiani di esplosivi diretti allo stato israeliano, impegnato nella “guerra civile” contro...

L’associazione “The Weapon Watch - Osservatorio sulle armi nei porti europei e del Mediterraneo” chiede che Autorità di Sistema Portuale e Guardia Costiera diano una risposta alle richieste di informazioni circa armamenti e munizioni che passano dal porto di Genova. Genova,...

Oggi la "Bahri Yanbu" ha nuovamente fatto scalo a Genova. Ha attraccato al terminal GMT-Steinweg, protetta da un pesante schieramento di polizia, come si vede dalle foto pubblicate qui a fianco. Mentre ai portuali indagati stanno arrivando decine di attestati...

La protesta dei lavoratori e dei militanti contro la guerra al Ponte Etiopia, porto di Genova, il 17 febbraio 2020, all'arrivo della nave "Bahri Yanbu". Tutte le navi della compagnia saudita sono movimentate al terminale GMT (controllato da C. Steinweg...