Nella foto, un addestratore Alenia Aermacchi M-346 Master ‘Lavi’ in volo con le insegne della Israeli Air Force. Il gruppo Leonardo ne ha consegnati a Israele 30 esemplari tra il 2014 e il 2016, senza alcuna garanzia che non vengano trasformati nella versione armata FA (Fighter Attack), dotabile di mitragliatrici da 20 millimetri, cannoncino da 30 millimetri, sistemi di ancoraggio e sgancio di bombe e pod subalari per missili aria-aria o aria-terra.

AZIENDE ITALIANE SEMPRE PIÙ IMPLICATE NELLE GUERRE IN CORSO

Con due articoli sulla Leonardo Spa, l’osservatorio the Weapon Watch inizia la pubblicazione di analisi dedicate ad alcune aziende operanti in Italia, tra quelle più implicate nei conflitti armati in corso, soprattutto in quelli che registrano gravi violazioni  dei diritti umani e crimini di guerra.   Questa serie di articoli, in parte basati sull‘Atlante dell’industria militare in Italia in via di pubblicazione a cura di Weapon Watch, vuol essere anche una risposta concreta ai ripetuti attacchi governativi alla Legge 185 del 1990 e alla trasparenza che questa impone in materia di esportazione di armamenti: una trasparenza che evidentemente disturba, e non da oggi, operatori privati e decisori pubblici, ma che ora potrebbe rendere cosciente l’opinione pubblica italiana del rapido scivolamento verso uno stato di guerra permanente. Più volte aggirati, quando non apertamente violati nella lettera e nello spirito, la Legge 185 e il Trattato internazionale sul commercio delle armi del 2014 sono gli ultimi baluardi per un’informazione indipendente nei riguardi di un settore economico colluso con la politica, e la cui crescita incontrollata mina alle fondamenta tanto lo stato sociale quanto le garanzie democratiche.

The Weapon Watch ha recentemente presentato al pubblico il suo Manuale per weapon watcher.

Si tratta di un opuscolo di 34 pagine illustrate, che riassumono le esperienze dei ricercatori e dei collaboratori di WW in Italia e all’estero. Le pubblichiamo come contributo alla creazione di una rete di “osservatori” diffusa sui territori, e soprattutto tra lavoratori dei trasporti e della logistica, una categoria tanto indispensabile al funzionamento delle economie avanzate quanto precarizzata e irregimentata in ritmi di lavoro intensi. Il Manuale è disponibile in tre lingue (italiano, inglese, spagnolo).

Pubblichiamo qui alcuni recenti interventi di Gianni Alioti sui temi dell’industria militare e della riconversione, centrali nella proposta di The Weapon Watch.

La guerra muove interessi inconfessabili

Il riarmo non crea posti di lavoro

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