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Contributi al dibattito sul ruolo dei porti italiani

 

 

Comunicato stampa

delle associazioni francesi (ASER, BDS France, Stop Arming Israel) e italiane (the Weapon Watch)

Nuova consegna di materiale militare a Israele: il governo francese viola ancora una volta i propri obblighi internazionali

L’esempio dei portuali di Genova è contagioso

Boicottare Battaggion Spa

 

L’esempio dei portuali di Genova, dopo una pratica di azione diretta iniziata nel 2019 contro l’esportazione e il transito di materiali d’armamento verso l’Arabia Saudita coinvolta nella guerra in Yemen e continuata negli anni con coerenza fino ai blocchi verso Israele, con il tempo è diventato contagioso.

La guerra è tra noi: ora si vede

 

L’osservatorio the Weapon Watch ha raccolto, in questi ultimi giorni, una serie di notizie e informazioni che testimoniano l’ingresso di forza nella vita quotidiana degli italiani della guerra, dei suoi strumenti e delle sue priorità. Nel 1° episodio abbiamo parlato degli intensi movimenti di cannoni FH-70 attraverso la Liguria. Nel 2° episodio abbiamo guardato al potenziamento del nodo ferroviario di Pisa-Tombolo al servizio della logistica militare. Nel 3° episodio diamo conto di alcuni aspetti della militarizzazione della vita quotidiana nelle strade italiane.



 

 

 

IN BREVE

CONSIGLIAMO LA LETTURA del lavoro di Linda Maggiori, giornalista freelance che aderisce a the Weapon Watch, pubblicato come pdf da «Altreconomia».

Qui il testo completo del comunicato del 10 dicembre 2025

La RASSEGNA STAMPA è aggiornata al 15 novembre 2025. Vai ai nuovi contenuti pubblicati dai media

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Pubblichiamo un nuovo articolo che prende in considerazione le munizioni di guerra, leggere e pesanti, e gli imballaggi con cui vengono solitamente presentati nei centri logistici, nei porti e negli aeroporti. Pensiamo che possa essere utile a far emergere il traffico sempre più intenso di armamenti, e in particolare quello classificato come merce pericolosa perché esplosivo, rilevabile nelle molte catene logistiche militarizzate che passano per il territorio italiano. Crediamo che informare i lavoratori e i cittadini circa la pericolosità di questi movimenti possa contribuire al rispetto delle norme di sicurezza e a scongiurare gravi incidenti. Weapon Watch intende così solidarizzare con i lavoratori della logistica che, denunciando questi pericoli, si espongono personalmente alle rappresaglie poliziesche o padronali. Il caso più recente è quello che ha denunciato il delegato sindacale USB dell’aeroporto di Brescia-Montichiari, Luigi Borrelli, che ha rilevato come qui il movimento di armi sia divenuto così intenso che l’azienda che gestisce lo scalo bresciano sempre più spesso decide di chiudere l’aeroporto al pubblico per ragioni di sicurezza durante i trasbordi di armi e munizioni. Il personale di questo aeroporto civile, naturalmente, rimane pienamente esposto ai pericoli che comporta l’intenso traffico militare. Il delegato è stato sanzionato con sei giorni di sospensione dalla direzione di GDA Handling, società che fa parte del gruppo SAVE che controlla gli aeroporti del Nordest e che fa capo al finanziere veneto Emilio Marchi. Come lascia prevedere il disegno di legge governativo 1660, nel quadro dell’economia di guerra e in nome della sicurezza si sta cercando di imbrigliare e reprimere tutte le forme di lotta del settore logistico, anche quelle riguardanti la sicurezza sul lavoro.


Contributo per il Laboratorio permanente per una politica industriale di pace in Italia, a cura di Gianni Alioti (Weapon Watch) e Maurizio Simoncelli (Istituto Ricerche Internazionali Archivio Disarmo) Supplemento al n. 6 – giugno 2024 di IRIAD Review. Studi sulla pace...