Segnalazioni relative al transito attraverso i porti italiani di un nuovo carico di armi diretto in Israele
di Ibrahim Ossman, per il giornale on line in lingua araba The New Arab di Londra, 30 luglio 2026.
Negli ultimi mesi si sono moltiplicate le notizie relative al transito, attraverso i porti italiani, di carichi sospettati di contenere attrezzature o componenti militari destinati a Israele, in un contesto in cui la guerra nella Striscia di Gaza prosegue nonostante l’accordo di cessate il fuoco e in cui il conflitto ha suscitato un crescente attenzione sulle catene di approvvigionamento militari legate a Israele. Queste spedizioni sono diventate oggetto di un dibattito politico e giuridico in Italia, con l’intensificarsi delle richieste di un controllo più rigoroso sulla circolazione di materiale militare e a duplice uso.
MADE IN ITALY: LE PROVE DELLA COLLABORAZIONE AL GENOCIDIO
Ricercatori indipendenti e palestinesi hanno pubblicato un importante rapporto che prova l’ampiezza della complicità italiana con Israele nelle violazioni del diritto umanitario e dei trattati internazionali ai danni della popolazione palestinese.
In particolare il rapporto individua
- il ruolo di porti e aeroporti italiani come punti di partenza e di passaggio delle catene logistiche che sostengono il “lavoro sporco” (secondo la cruda espressione usata dal cancelliere tedesco Friedrich Merz) che sta svolgendo Israele, in guerra contro tutti i suoi vicini;