La RASSEGNA STAMPA è stata aggiornata il 6 settembre 2021. Vai ai nuovi contenuti pubblicati dai media

ACCADE AD AMBURGO

Il 1° settembre scorso the Weapon Watch era ad Amburgo e ci sarà anche 16 settembre, alla Friedekonferenz organizzata dal sindacato ver.di sul tema delle politiche di riarmo nel cambiamento climatico.

Nel progetto di WW l’esempio di Amburgo – dove è in corso la raccolta firme di un referendum popolare per escludere gli armamenti dal movimento portuale – è importante, indica una via, un modello, come ha ben spiegato l’articolo di Luca Rondi su Altreconomia [vedi in RASSEGNA STAMPA “I portuali in lotta contro il transito di Armi. Da Genova ad Amburgo”]. Le proteste dei lavoratori dei porti italiani contro le “navi della morte” hanno contribuito a portare sotto la luce dei riflettori un fatto di rilevanza sia economica che politica: le guerre in corso sono alimentate da collaudate “catene logistiche” che coinvolgono tutti i paesi occidentali, compresi quelli dell’Unione Europea. Dunque anche la protesta, il boicottaggio, l’obiezione di coscienza devono cercare di raggiungere quel piano internazionale su cui si preparano e si sostengono i conflitti. Bisogna segnalare a tutti i governi che approvano e sostengono quei rifornimenti di morte – in nome della “libertà di commercio” e del lavoro che creerebbero in ciascun paese – la loro complicità nella violazione dei trattati e delle convenzioni che proteggono le popolazioni civili nelle aree di guerra. Bisogna portare alle opinioni pubbliche nazionali i dati e le informazioni sui reali benefici apportati all’economia dal commercio di armamenti, e di chi sono e dove operano i reali beneficiari di questo commercio. Bisogna fare qualcosa di concreto perché le armi non passino più dai nostri porti.

Tutto ciò sta accadendo ad Amburgo. La Volksinitiative gegen Rüstungsexporte (‘Iniziativa popolare contro l’esportazione di armamenti’) ci ha trovato subito solidali, per molti motivi. Alcuni li elenca qui di seguito Alessandro Capuzzo, che è stato invitato e ha parlato alla Giornata contro la guerra del 1° settembre anche per conto di WW.

I post più recenti

E' ancora una volta l'analisi della logistica e del flusso delle merci a rendere trasparente quello che governi e imprese si affannano a nascondere. Attraverso i porti italiani ed europei le catene logistiche al servizio della guerra funzionano a pieno...

Genova, 14 maggio 2021 Alle Autorità Portuali e alle Capitanerie di Porto di Genova e Livorno, Alle Prefetture e alle Autorità doganali di Genova e Livorno. Comunicato stampa Oggetto: imbarco nei porti italiani di esplosivi diretti allo stato israeliano, impegnato nella “guerra civile” contro...

L’associazione “The Weapon Watch - Osservatorio sulle armi nei porti europei e del Mediterraneo” chiede che Autorità di Sistema Portuale e Guardia Costiera diano una risposta alle richieste di informazioni circa armamenti e munizioni che passano dal porto di Genova. Genova,...

Oggi la "Bahri Yanbu" ha nuovamente fatto scalo a Genova. Ha attraccato al terminal GMT-Steinweg, protetta da un pesante schieramento di polizia, come si vede dalle foto pubblicate qui a fianco. Mentre ai portuali indagati stanno arrivando decine di attestati...

La protesta dei lavoratori e dei militanti contro la guerra al Ponte Etiopia, porto di Genova, il 17 febbraio 2020, all'arrivo della nave "Bahri Yanbu". Tutte le navi della compagnia saudita sono movimentate al terminale GMT (controllato da C. Steinweg...

il sommergibile “Romeo Romei”, ultimo di una serie di quattro unità gemelle della classe “Todaro”, tipo U212A, commissionate a Fincantieri dalla Marina Militare, è stato consegnato nel maggio 2017.. Riportiamo qui, con lo stesso titolo, il testo pubblicato da Riccardo Degl'Innocenti...