>>  ULTIMI ARTICOLI   <<

Contributi al dibattito sul ruolo dei porti italiani

 

NEANCHE UN CHIODO, NEANCHE UNA VALVOLA

 

La preziosa ricerca pubblicata poche settimane or sono col titolo Made in Italy per l’industria del genocidio ha acceso i riflettori su aspetti meno noti della complicità occidentale nella tragedia senza fine del popolo palestinese.

Quella ricerca ha reso evidente che la complicità non si limita alla sfera militare.

Il nuovo Eldorado delle armi

 

Secondo la Relazione della Presidenza del consiglio da poco pubblicata,1 nell’anno 2025 c’è stato un forte aumento delle aziende interessate ad esportare armi dall’Italia. Nel decennio precedente ogni anno si iscrivevano al Registro nazionale delle imprese (RNI) tra 25 e 40 aziende, e se ne cancellavano mediamente 14. Nel 2025 se ne sono iscritte 75, un record assoluto, a fronte di 20 cancellazioni.

 

MADE IN ITALY: LE PROVE DELLA COLLABORAZIONE AL GENOCIDIO

Ricercatori indipendenti e palestinesi hanno pubblicato un importante rapporto che prova l’ampiezza della complicità italiana con Israele nelle violazioni del diritto umanitario e dei trattati internazionali ai danni della popolazione palestinese.

In particolare il rapporto individua

  • il ruolo di porti e aeroporti italiani come punti di partenza e di passaggio delle catene logistiche che sostengono il “lavoro sporco” (secondo la cruda espressione usata dal cancelliere tedesco Friedrich Merz) che sta svolgendo Israele, in guerra contro tutti i suoi vicini;

 

 

Tra le non poche recensioni che si è meritato il dossier, segnaliamo l’articolo di Marta Abbà uscito il 14 maggio 2026 sul sito di «Wired.it». Si coglie qui il tema delle esportazioni dual use, proprio negli stessi giorni al centro dell’audizione del direttore di UAMA. L’articolo completo si può leggere a questo link, così come se ne può ascoltare una sintesi dalla rubrica “Doppio Click” di Radio Popolare (26:00-33:40).



LE BASI

MILITARI

STRANIERE

IN ITALIA


ESPLOSIVI E

MUNIZIONI,

UN’UNICA

FILIERA

 



 

ARMARE  O

RICONVERTIRE

Raccogliamo qui una serie di articoli di Gianni Alioti sui temi del riarmo europeo, della finanza che lo sostiene e delle politiche industriali che la mettono in pratica.

La RASSEGNA STAMPA è aggiornata al 26 maggio 2026. Vai ai nuovi contenuti pubblicati dai media

I post più recenti

Edifici distrutti dai bombardamenti a Sanaa, Yemen. The New York Times ha pubblicato questa foto insieme alla notizia della distruzione dell'ospedale di Save the Children di Kitaf, il 26 marzo 2019. È Natale. Un giorno speciale anche per il porto....

L’assai reputata «Janes», editrice specializzata nell’open-source defence intelligence, ha segnalato sul suo sito lo scorso 11 agosto1 la prima consegna relativa a un contratto da 20,7 milioni di $ firmato nel 2019, concernente veicoli blindati 4x4 “Hizir” prodotti dallasocietà...

Grazie a un recente incontro pubblico a Trieste [vedi qui sotto la notizia The Weapon Watch a Trieste del 20 luglio 2020], ci è capitato di leggere l’ottimo documento stampato nel gennaio 2020 da NO-FRONTIERE-FRIULI-VENEZIA-GIULIA. Ne riproduciamo...

Luigi Previati (primo da sinistra) durante la Perugia-Assisi, Foto di Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza. LA NOTIZIA DELLA SCOMPARSA DI LUIGI PREVIATI, insegnante, pacifista, ambientalista e militante democratico, ci ha profondamente addolorato. Lo ricordiamo qui con le parole...