ANNO NUOVO, GUERRE VECCHIE

STESSE NAVI DELLA MORTE, STESSO SILENZIO CONNIVENTE DELLE ISTITUZIONI

Mentre il 30 dicembre l’Arabia Saudita ha ripreso i bombardamenti aerei in Yemen nel porto di Mukkala, continuano di mese in mese i transiti delle “navi della morte”, le famigerate Bahri della compagnia saudita rappresentata in Italia dall’agenzia marittima Delta del gruppo Gastaldi.

Mezzi militari bombardati dall’aeronautica saudita nel porto di Mukalla, il 30 dicembre 2025. Secondo fonti saudite, due navi ro-ro (di cui una, «Greenland», battente bandiera di St. Kitts, appartiene alla compagnia emiratina SAMC Salem al Makrani Cargo) avevano scaricato nel porto sud-yemenita di Mukalla veicoli militari e munizioni destinati al Consiglio di Transizione del Sud, fazione yemenita ostile all’ingerenza dell’Arabia saudita e sostenuta dagli Emirati Arabi Uniti.

A fine anno è stata la volta della «BAHRI Abha» proveniente dagli USA e diretta come primo porto a Alessandria d’Egitto e poi giù verso gli altri porti delle aree di guerra civile in Medio Oriente.

In coperta, i soliti container carichi di esplosivi in questo caso imbarcati nel porto di Wilmington in North Carolina, scalo che serve l’export USA degli armamanenti, che non conosce la “guerra dei dazi” perché rifornisce tutti i giorni nel mondo la guerra vera, quella sulla pelle delle popolazioni civili, con cui realizza profitti senza limiti.

Il ponte della «Bahri Abha», fotografato a Genova il 1° gennaio 2026.
L’etichetta arancione (Dangerous Good 1.4S) rivela che i container portano esplosivi, con tutta probabilità munizioni militari.

Intanto le istituzioni locali continuano a tacere, a cominciare dal Comune di Genova che di fronte ai microfoni, nelle settimane di manifestazioni della cittadinanza contro lo sterminio a Gaza, aveva dichiarato interesse almeno per l’apertura di un Osservatorio sui transiti e i commerci di armi nel porto.

Personale dell’Agenzia delle Dogane sequestra, nel porto di Genova, una partita di noodles cinesi non conformi alla nomativa europea, il 24 dicembre 2025.

In compenso ferve l’attività dell’Agenzia delle Dogane che si fa bella sequestrando borse false griffate e noodles cinesi sofisticati, ma non risponde alle istanze di trasparenza e di accesso alle informazioni sui transiti di guerra opponendo un inesistente per legge “segreto”.

Toccherà come al solito ai lavoratori del porto e alle associazioni civili contro le guerre e il riarmo dimostrare che nella città si conserva una coscienza pacifista degna della sua storia sociale e culturale, a dispetto dei cambi di giunta e di “colore” che niente di diverso hanno mostrato nei fatti.