LETTERA AL PRESIDENTE DELL’AUTORITA’ DI SISTEMA PORTUALE DEL MARE DI SICILIA ORIENTALE

Il porto di Augusta è da tempo al centro di progetti di espansione delle banchine militari e del retroporto commerciale, anche a scapito delle saline di Punta Cugno dichiarate "sito di interesse comunitario".
Il porto di Augusta è da tempo al centro di progetti di espansione delle banchine militari per accogliere le FREMM. Sembra per ora bloccata, invece, l’espansione del retroporto commerciale a scapito delle saline di Punta Cugno, dichiarate “sito di interesse comunitario”.

Caro Presidente Andrea Annunziata,

le scriviamo per condividere, con lei e con le persone che in modo diverso lavorano nel porto di Augusta, una convinzione e una azione: la convinzione che un mondo senza armi nucleari è senza dubbio migliore e più sicuro, l’azione è la richiesta che l’Italia aderisca al Trattato per la moratoria totale delle armi atomiche, armi presenti anche nelle basi italiane degli “alleati” statunitensi.

Siamo un gruppo di persone, uomini e donne di ogni età, appartenenti a mondi diversi, a tradizioni e culture diverse, ma uniti nella convinzione che il disarmo nucleare dell’umanità e degli stati sia un impegno doveroso che ci coinvolge tutti, insieme a voi.

Abbiamo fondato un’associazione – che abbiamo chiamato The Weapon Watch – che si è data il compito di renderci più consapevoli di che cosa passi per i porti italiani ed europei, di quali armamenti, munizioni e attrezzature l’Italia e i paesi industrializzati spediscano nel Sud del mondo per alimentare le guerre in corso. L’associazione ha sede a Genova, dove nei mesi scorsi i lavoratori del porto hanno condotto significative proteste contro le navi saudite cariche di armi da impiegare nella guerra senza fine nello Yemen.

Stiamo costruendo e continueremo a costruire “ponti” per collegare la nostra azione a quella dei porti belgi, francesi, spagnoli che cercano di boicottare i mercanti di morte e i “guerrafondai”, esplicitamente maledetti da papa Francesco. Porteremo le nostre conoscenze e il nostro attivismo nei porti italiani più impegnati nel controllo degli armamenti – Trieste per esempio, e anche Napoli “porto de-nuclearizzato” – e in quelli (sono una decina, in Italia) che dovrebbero prevedere misure in caso di incidente nucleare. Siamo collegati con le associazioni pacifiste e antimilitariste che si battono per il Mediterraneo come Mar de Paz e che stanno preparando la Seconda Marcia Mondiale della Pace.

Prendiamo esempio ed energia dalla lunga lotta nonviolenta che ha contribuito a chiudere la base militare di Comiso – affidata alla NATO tra 1983 e 1991 – intitolata al criminale di guerra Vincenzo Magliocco, aeroporto che oggi è tornato attivo per il trasporto civile ed è stato dedicato al deputato comunista Pio La Torre ucciso dalla mafia.

Vogliamo aggiungerci alle molte voci che in Sicilia si sono levate per ricordare che l’isola – secondo l’art. 50 dei Trattati di Pace firmati dagli alleati e dall’Italia a Parigi, nel febbraio del 1947 – ha uno statuto de-militarizzato, pienamente violato da installazioni come quelle della base aerea di Sigonella e del MUOS di Niscemi.

Nella Giornata Internazionale della Pace auspichiamo che anche il porto di Augusta possa darsi un profilo di pace e di controllo del transito di armamenti e che l’Autorità Portuale da Lei presieduta si apra a un confronto con le organizzazioni della società civile sui temi sopra ricordati.

Cordialmente