Schieramento dei mezzi della Brigata Garibaldi in Qatar

Cosa fanno i carri armati italiani in Qatar?

La notizia arriva dal Coordinamento di Livorno dei Vigili del Fuoco aderenti all’USB (Unione Sin­dacale di Base). In un loro comunicato del 31 agosto 2019 il Coordinamento segnala che nel porto di Piombino è avvenuto, nella notte tra 29 e 30 agosto, un consistente imbarco di mezzi, uomini ed esplosivi per conto dell’Esercito Italiano. Evi­dentemente i VV.FF. si sono mobilitati appunto per la presenza di “esplosi­vi”, una categoria di merci la cui presenza in porto è regolata da un’infinità di leggi, circolari, regolamen­ti, allegati, ecc. che ne disciplin­ano il transito, la so­sta, la mo­vimentazione, lo stivaggio, ecc.

Schieramento dei mezzi della Brigata Garibaldi in Qatar
Schieramento dei mezzi della Brigata Garibaldi in Qatar. In primo piano i “Dardo” IFV (infantry fighting vehicle, fabbricati dal Consorzio IVECO-OTO Melara), in seconda fila gli VBM “Freccia” e i carri “Ariete” (sempre del Consorzio), in terza gli obici semoventi PZH 2000 (progettati da Krauss-Maffei Wegmann e Rheinmetall, fabbricati su licenza da OTO Melara) e i lanciarazzi MLRS-Improved (la c.d. sniper artillery con misisili a guida GPS) [foto: Stato Maggiore Esercito].

Ma a Piom­bino quella notte è avvenu­to un dispiega­mento mili­tare massiccio e in­consueto per le no­stre pacifi­che città, tanto da suscitare la rabbia di pompieri per – dico­no – «i soldi sperperati in spe­se militari», mentre loro da mesi denunciano la mancanza a Piombino di una (una sola) autoscala, indispensabile per gli in­terventi di sicurezza quoti­diani a soccorso urgente della popolazione.

Dove erano diretti mezzi, attrezzature e personale dell’Esercito Italiano? All’esercitazione congiun­ta denominata NASR 2019, una collaborazione militare tra le FF.AA. ita­liane e quelle della monar­chia assoluta del Qatar che si stanno svolgendo pro­prio in questi giorni [inizio ottobre 2019] e di cui hanno dato conto i comunicato ufficiali dello Stato Maggiore dell’Esercito 1S.M.E., Esercito: al via la NASR 2019, 26.9.2019, in: http://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Esercito-al-via-la-NASR-2019_190926.aspx.

Così possiamo valutare le di­mensioni della partecipazione ita­liana, che ha portato in Qatar la Brigata Garibaldi (con altri as­setti dell’Esercito) per «una comples­sa attività tattica condotta da unità pesanti in ambiente deserti­co con l’impiego di Task For­ce plu­riarma e Posti Comando che opereranno in maniera in­tegrata in uno sce­nario di tipo convenziona­le». Vi sono im­pegnati per 20 giorni 800 sol­dati italiani, con l’impiego di carri “Ariete”, blindo “Cen­tauro”, semoventi PZH 2000, lanciarazzi campali MLRS, VTLM “Lince”, VTMM “Orso” e VBM “Freccia” oltre materiali di Force Protection e sorveglianza del campo di battaglia. Giusta­mente lo Stato Maggiore sottolinea che le manovre hanno anche costituito un «evento logistico» straordinario, per i 3.800 km che separano l’Italia da Qatar.

Prosegue la NASR 19
Schieramento dei bersaglieri della Brigata Garibaldi in Qatar. Si notino sullo sfondo due VBM “Freccia” (veicolo blindato medio prodotto da IVECO) e in primo piano, imbracciato dai soldati, il fucile d’assalto Beretta AR 70/90 [foto: Stato Maggiore Esercito].

Quanto alle finalità di un’esercitazione con 1.400 soldati qatarini, ufficial­mente si afferma che rappresentano «il momento culminante di un’intensa attività di cooperazione tra i due Paesi che, nel rinsaldare i reciproci rapporti di amicizia e collaborazione, hanno avviato un intenso scambio di visite e addestramenti congiunti» 2S.M.E., Con l’arrivo in Qatar dei mezzi e del personale della Brigata Garibaldi è iniziata la più grande esercitazione per unità pesanti del 2019, in: http://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/Esercito-al-via-la-NASR-2019_190926.aspx . In effetti, nel quadro della cooperazione mili­tare tra Italia e Qatar si sono svolte ripetute esercitazioni navali (ultima nel marzo 2019, con la visi­ta a Doha della fregata Margottini, e le precedenti delle altre due FREMM Carabiniere e Mar­tinengo), esplicitamente al servizio della promozione dell’industria militare italiana, che dal 2021 comincerà le consegne di sette navi prodotte da Fincantieri, Leonardo, MBDA ed Elettronica (valore della commessa 4 miliardi di €), e quindi di 12 elicotteri NH-90 (per 1,9 miliardi di euro), in tempo per i Campio­nati mondiali di calcio FIFA del 2022, come ha sottolineato l’ambasciatore italiano Pasquale Salza­no nello scorso marzo 3J. Aguilar, Italian frigate arrives for ‘Transit’ exercise with Amiri Navy, in: «Gulf Times» 3.3.2019, https://m.gulf-times.com/story/623873/Italian-frigate-arrives-for-Transit-exercise-with-Amiri-Navy.

Gran parte dell’impegno logistico italiano in Qatar è stato sopportato da una nave, la Excel­lent, una ro-ro container carrier da 6.200 t di stazza lorda e 125 m di lunghezza, che batte bandiera maltese ma è di proprietà della compagnia Visentini Giovanni Trasporti Fluviomarittimi di Porto Tolle (RO). È su questa nave che si sono imbarcati i mezzi notati dai pompieri di Piombino. Si tratta di un’unità “storicamente” al servizio del Ministero della Difesa, all’interno di un appal­to di fornitura di servizi di trasporto affidato a un altro nome “storico”, lo spedizioniere Saima Avandero di Limito, MI (dal 2008 assorbita dal gruppo danese DVS), per lustri principale appaltatore della logistica militare italiana, e per questo uno dei pochi operatori dei trasporti a cui la stampa italiana abbia dedicato qualche attenzione 4 E. Fittipaldi, Quelle carrette noleggiate a prezzi d’oro, in «L’Espresso» 13.10.2014, http://espresso.repubblica.it/plus/articoli/2014/10/09/news/quelle-carrette-noleggiate-a-prezzi-d-oro-1.183628 .

In passato la Excellent è stata impegnata a sostegno di tutte le proiezioni internazionali delle FF.AA. italiane, a cominciare dall’Afghanistan e in precedenza Somali, Kosovo, Libano ecc.. Del resto Visentini ha costruito il suo successo armatoriale proprio nella logistica militare, comincian­do nel lontano 1991 con la Maior, una ro-ro costruita nel cantiere di famiglia di Porto Viro (RO), dotata di un appetibile garage di 6 metri di altezza e recentemente venduta dopo 26 anni di servi­zio per aver superato i limiti d’età imposti dalla Difesa. In seguito si sono aggiunte la Excellent (costruita nel 1995, e gestita appunto dalla Visentini Giovanni) e la Capucine (2011 gestita prima da Cobelfret e poi da Stena Line per il solo cabotaggio nazionale, soprattutto per servire i poligo­ni di tiro sardi).

Per comprendere la rilevanza del business legato alla logistica militare, e i meccanismi di quest’ultima, abbiamo reperito un interessante documento, il testo di un contratto stipulato dal Ministero della Difesa, Direzione Generale di Commissariato e dei Servizi Generali, con la DSV Spa (ex SAIMA Avandero) in data 15 dicembre 2016 e valido per un anno.

Il contratto riguardava l’appalto del servizio di trasporto/spedizione marittimo in ambito naziona­le e internazionale di materiali, mezzi e personale della Difesa per l’anno 2017, e faceva riferi­mento a una precedente gara di appalto del 2013, vinta per l’appunto da SAIMA Avandero, con la clausola del ricorso alla procedura negoziata nei tre anni successivi. Per il 2016 in effetti si era provveduto stipulando un contratto annuale, firmato nel dicembre 2015. Il cambio di denomina­zione sociale (da SAIMA Avandero a DSV) intervenuto nel frattempo non ha precluso la conti­nuazione degli effetti dei contratti precedenti per accedere – per l’ultima volta – alla procedura negoziata, mantenendo gli stessi impegni e le stesse condizioni economiche, nell’intento di “ga­rantire il servizio senza soluzione di continuità a favore delle FF.AA.”.

La DSV si è impegnata così a fornire l’uso continuativo ed esclusivo di due navi, le già citete Maior e Excellent gestite dalla Visentini Giovanni; l’uso continuativo non esclusivo di altre navi (“navi spot”, soprattutto ro-ro e cisterne, previo congruo preventivo); l’uso non esclusivo né con­tinuativo di altre navi di linea: tutti i vettori navali impiegabili da e per qualsiasi porto, nazionale ed internazionale.

Il valore “presunto” del contratto – che, ripetiamo, è per un solo anno – è di 12,3 milioni di € più IVA: è cioè la cifra massima possibile raggiungibile attraverso la somma di singole voci, cioè:

  • € 9.520 al giorno per le due navi in uso continuativo ed esclusivo, cioè 6,9 milioni di € per ogni costo fisso, da quelli per l’equipaggio alle assicurazione (compresi war risk ed extra war risk);
  • vanno aggiunti i costi del carburante in navigazione, cioè 28,87 € per miglio percorso;
  • 5.000 € come compenso forfetario per ogni approdo in porto italiano, più le spese documentate per i piloti in porto, i rimorchiatori, l’ormeggio, lo stazionamento, il pedaggio di canali e stretti.

La Difesa si accollerà i costi documentati di approdo in porto estero. L’assicurazione di personale e mezzi trasportati si intende inclusa nel contratto fino al valore di 20 milioni di € per ogni tratta, mentre il valore in eccedenza sarà rimborsato dalla Difesa.

In caso di spese non previste ma indispensabili durante l’impiego di unità continuative ma non esclusive, la Difesa provvederà al rimborso. Invece per le unità impiegate in modo non continua­tivo e non esclusivo, il rimborso sarà sul titolo di viaggio, più l’11% a titolo di copertura dei costi amministrativi e doganali. Per le altre tipologie di utilizzo delle navi – indicate sopra – le spese doganali saranno rimborsate senza maggiorazione. Identiche le condizioni assicurative.

In caso di percorsi più lunghi del previsto per cause di forza maggiore, la Difesa riconoscerà i maggiori costi.

Il pagamento dei compensi avverrà sulla base di fatturazioni mensili, a 60 giorni dalla ricezione.

La DVS ha prestato contestualmente alla firma del contratto una cauzione con polizza fideiusso­ria da 3,5 milioni di € circa, emessa dalla Euler Hermes S.A. (N.V.), società di assicurazioni del gruppo Allianz specializzata nel ramo cauzioni. Sarà svincolata progressivamente con l’avanza­mento delle prestazioni, fino all’80% del valore.

È pattuito il divieto del subappalto anche parziale. I lavoratori coinvolti sono tutelati ai sensi della normativa vigente, a condizioni che non devono essere inferiori a quelle dei Contratti collettivi applicabili alla categoria e alla località in cui svolgono il lavoro.

In verità, proprio la Excellent sarà – nel successivo aprile 2018 – al centro di una denuncia sinda­cale (di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti) riguardante la questione della composizione degli equi­paggi in servizi di cabotaggio nazionale: secondo i sindacati, a bordo della nave erano presenti al­meno tre extracomunitari retribuiti secondo il contratto di diritto tedesco IBF, accettato dal sinda­cato internazionale ma inferiore al CCNL. Al di là dell’aspetto vertenziale, questa presenza – non smentita dall’armatore Visentini Giovanni – getta uno squarcio di luce sul trattamento economico dei marittimi praticato anche quando la nave è al servizio della Difesa.