3a PUNTATA: CURTI VA ALLA GUERRA…

© Linda Maggiori per the Weapon Watch

Curti Costruzioni Meccaniche ebbe origine da un’officina sorta a Imola nel 1955 per fabbricare conto terzi pezzi di ricambio per macchine tessili ed agricole.

Il fondatore Libero Curti «cominciò dal niente, con (…) molto coraggio e molta grinta», e nel 1968 le officine si trasferirono a Castel Bolognese in un nuovo stabilimento, con nuove macchine a controllo numerico.

Proprio in quegli anni «maturano (…) importanti collaborazioni con società operanti nel settore della difesa», come leggiamo nel profilo che l’azienda ha redatto per il sito web di AIAD, l’Associazione industriale dell’aerospazio e difesa, a cui Curti è iscritta.

Poi dal 1994 si diversifica, entra nel mercato delle macchine automatiche per cavi elettrici, nel 1996 in quello delle macchine per packaging, con importanti collaborazioni con Tetra Pak e clienti del settore beverage.

Dal 1994 Curti è iscritta al Registro nazionale delle imprese previsto dalla Legge 185 per gli esportatori di armamenti, la prima autorizzazione viene concessa nel 2002 per esportare oltre 400.000 euro di ricambi dell’obice semovente PzH 2000 di produzione tedesca. A partire dal 2002, il nome di Curti Costruzioni Meccaniche non mancherà mai dall’elenco degli esportatori delle Relazioni annuali, in particolare come esportatore di ricambi per il PzH 2000 e il veicolo di ricognizione Fennek.

Un obice semovente Panzerhaubitze 2000 dell’Esercito olandese apre il fuoco in Afghanistan, nel 2009.

Militare e aerospazio rimangono apparentemente in secondo piano, ma nel frattempo l’azienda si specializza nella saldatura a resistenza e ad arco con tungsteno di leghe di Al, Ti, Cr-Ni, Inconel, e di acciaio balistico; progetta e realizza attrezzature per la produzione di parti e assiemi per elicotteri, aerei addestratori, mezzi per trasporto truppe e artiglieria pesante; fornisce trattamenti superficiali quali cromatazione di Al e passivazione dell’acciaio.

Ottiene negli anni importanti certificazioni e accreditamenti specifici per il settore difesa, diviene fornitore di Finmeccanica/Leonardo, Piaggio, ENAV. In particolare accumula certificazioni di Leonardo Helicopters per operare saldature e controlli non distruttivi sugli AW AgustaWestland anche militari, sul convertiplano AW609 di cui si ventila un impiego anche militare, sull’elicottero d’assalto AH249 per il quale Curti è inserita nella lista dei fornitori redatta da Leonardo stessa.


Il Nuovo Elicottero da Esplorazione e Scorta (NEES( AH249 di Leonardo è destinato a sostituire i “Mangusta” entro il 2028.
Il programma di sostituzione dell’Esercito costerà 2,8 miliardi di euro.


È chiaro che la stretta collaborazione con un grande gruppo di stato come Leonardo, a così forte vocazione militare, ha orientato le attività di una media azienda come Curti, che nel 2021 stata premiata con il “Leonardo Supplier Awards” (nella categoria “Performance Excellence Award in riconoscimento della puntualità, qualità, spirito di collaborazione ed impegno verso l’eccellenza”) e nel 2023 ha ricevuto l’ulteriore qualifica di supplier dalla Defence Systems Business Unit di Leonardo, anche per il settore militare terrestre e navale.

Ma l’impegno militare dI Curti non si ferma qui. Senza che la stampa ne abbia dato rilievo, nel novembre 2023 Curti ha ottenuto un contratto attraverso procedura negoziata (cioè senza bando di gara) del Ministero della Difesa, per un importo previsto di 2.270.725 euro iva inclusa.

Il progetto si chiama “AMUS – Sistema di navigazione per UAS in ambiente GPS Denied con feature di DAA (Detection and Avoidance System)”. Si tratta di progettare un sistema di navigazione per droni militari in contesti geografici impervi dove manca il segnale GPS, a scopo di ricognizione identificazione dei bersagli e utilizzando “segnali di opportunità (4/5/6G, altro) e/o navigazione mediante satelliti di opportunità”. Durata complessiva 30 mesi in tre fasi.