Una protesta contro l’attracco del cargo Bahri Yanbu nel porto di Le Havre, Francia, 9 maggio 2019. (Benoit Tessier, Reuters/Contrasto)

Portuali

Giovanni De Mauro, direttore di Internazionale 20 febbraio 2020, 15;54 FacebookTwitterEmailPrint

Le vie della pace passano da Genova. Lunedì i lavoratori del porto hanno cercato d’impedire l’attracco della Bahri Yanbu, un cargo della compagnia statale di trasporti saudita. Ogni venti giorni sei navi della Bahri prendono armi e materiale bellico in Nordamerica e da lì, passando per diversi porti europei, arrivano in Medio Oriente, dove scaricano il materiale che poi raggiunge zone di guerra come lo Yemen, il confine tra Turchia e Siria, il Kashmir.

Una scia di mobilitazioni accompagna di solito le tappe europee delle navi della Bahri: Le Havre, Marsiglia e Cherbourg in Francia, Tilbury e Sheernes nel Regno Unito, Bremerhaven in Germania, Bilbao in Spagna e Anversa, in Belgio, dove recentemente alla Bahri Yanbu è stato impedito d’attraccare.

Nel maggio del 2019 la protesta dei camalli, come si chiamano i lavoratori del porto di Genova, insieme ai movimenti pacifisti, ai sindacati, al Calp, il Collettivo autonomo lavoratori portuali, e a organizzazioni come Weapon watch e Amnesty international, aveva impedito che sulla Bahri Yanbu fossero caricati due generatori elettrici destinati ad alimentare i droni usati per bombardare lo Yemen. È una battaglia difficile, per la presenza in Liguria di molti stabilimenti che producono armi, e in un paese, l’Italia, che nel 2018 ha esportato 2,5 miliardi di euro di armamenti.

“Non vogliamo sottrarre lavoro alla città. E non lo facciamo solo per ragioni etiche, ma anche di sicurezza, per noi e per tutti i genovesi”, hanno spiegato due portuali del Calp in un’intervista pubblicata in Italia dal giornale online Fivedabliu e negli Stati Uniti da Jacobin. “Però non possiamo sentirci tranquilli con la nostra coscienza quando carichiamo navi con materiale che viene usato nelle guerre in giro per il mondo. E così abbiamo detto basta. Ovviamente non ci battiamo solo contro il commercio di armamenti, ma anche per i diritti dei lavoratori, che devono essere partecipi, devono rendersi conto di quello che fanno”.

Questo articolo è uscito sul numero 1346 di Internazionale.



https://jacobinmag.com/2020/02/genoa-italy-dockworkers-strike-saudi-arms-war-weapons-mass-destruction-trafficking
Il Fatto Quotidiano, 16.2.2020

https://ilmanifesto.it/weapon-watch-dallitalia-la-rete-globale-che-svela-i-traffici-di-armi/
https://genova.repubblica.it/cronaca/2020/02/14/news/la_camera_del_lavoro_e_le_associazioni_dal_prefetto_piu_controlli_nel_porto_di_genova_-248614122/

https://www.primocanale.it/notizie/nave-bana-la-cgil-al-prefetto-armi-la-legge-ne-vieta-anche-il-transito–216094.html


https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/12/21/navi-cariche-di-armi-a-genova-portuali-e-associazioni-sotto-la-prefettura-la-guerra-esca-dal-porto-ora-vogliamo-i-fatti/5632442/


https://genova.repubblica.it/cronaca/2019/12/21/news/genova_presidio_dei_portuali_contro_la_guerra-244013955/


https://ilmanifesto.it/chiudiamo-i-porti-alla-guerra/



https://apnews.com/edbeaee48a4d03dbd75750961669f6d8


https://www.themeditelegraph.com/it/transport/ports/2019/12/02/news/pili-una-nave-carica-di-ordigni-e-partita-da-cagliari-1.38223693



https://roma.fanpage.it/roma-attivisti-sincatenano-fuori-fabbrica-di-armi-non-faremo-uscire-cannoni-diretti-in-turchia/


https://www.dropbox.com/s/2i5g3b213u7p560/Lettera_Secoloxix_27-6-19.pdf?dl=0



https://ilmanifesto.it/bahri-yanbu-una-flotta-pendolare-tra-usa-e-golfo/


https://genova.repubblica.it/cronaca/2019/05/19/news/la_chiesa_scende_in_campo_genova_simbolo_contro_le_armi_-226612498/